C'è un'età in cui i bambini o ragazzi cominciano a manifestare un certo interesse per lo sport. I genitori, allora, si sentono combattuti nel decidere se indirizzarlo verso uno sport individuale oppure uno collettivo, anche se, succede spesso, il bambino ha già un'idea di quale attività intraprendere. Si presume che gli sport di gruppo agevolino la socializzazione ma, in realtà, qualsiasi tipo di attività sportiva ne stimola lo sviluppo poiché si conoscono persone nuove, si provano emozioni e si acquisiscono competenze sportive. I bambini amano essere sempre in movimento e lo sport favorisce sicuramente questo loro desiderio; inoltre fare sport significa imparare a far parte di un gruppo con le sue esigenze globali.
E’ consigliabile, da parte del genitore, non aspettarsi che il proprio figlio diventi un "campione" poiché in questo modo le pressioni a cui viene sottoposto "per essere il migliore" rendono l'attività sportiva non più uno sfogo e un divertimento, bensì una continua lotta di prevaricazione. Dividere con lui emozioni ed esperienze è positivo, ma non deve diventare "possesso" del genitore: il bambino deve vivere questa esperienza in modo naturale e sereno, libero da insistenze e pressioni.
Ricerche recentissime confermano che già dai 6 anni di età ci sono buone capacità di resistenza fisica, la rapidità del movimento comincia ad aumentare, specie se sviluppata con esercitazioni adeguate e inoltre i bambini hanno bisogno di cominciare a rafforzarsi, poiché sono in un periodo di rapido sviluppo motorio e delle prime capacità coordinative quali l'equilibrio - l'orientamento - la direzione - il controllo.







